Alimenti

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20 aprile 2018by sitodesign

Il 5 aprile 2018 è entrato in vigore il Decreto (D.Lgs n° 145 del 15/09/2017) relativo all’obbligo di indicare sull’etichetta dei prodotti alimentari la sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, la sede dello stabilimento di confezionamento.

Tale obbligo riguarda solamente i prodotti alimentari realizzati in Italia e destinati al mercato italiano; in particolare l’obbligo interessa gli alimenti trasformati preimballati destinati al consumatore finale e l’indicazione può essere riportata  sull’etichetta o sul preimballaggio.

Vi sono delle esenzioni e riguardano alcune tipologie di prodotti come, ad esempio, vino, vino liquoroso, vino spumante.

Essendo ormai superato il periodo transitorio in cui era consentito lo smaltimento delle etichette già stampate senza l’informazione necessaria, allo stato attuale tali etichette sono considerate irregolari; l’omessa indicazione della sede dello stabilimento comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

Per ulteriori informazioni potete contattarci ai seguenti recapiti: tel. 0734.628987 fax 0734 628944    microbiologia@chemicontrol.it


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21 febbraio 2018by sitodesign

A partire da Marzo 2018, entrerà in vigore la seconda compliance sul Foreign Supplier Verification Program (FSVP) collegato alla nuova normativa di sicurezza alimentare statunitense chiamata Food Safety Modernization Act (FSMA).

Non avendo l’importatore conoscenze scientifiche dovrà avvalersi di un Qualified Individual il quale può essere anche un consulente esterno residente all’estero, per tale motivo un PCQI formato tramite specifico corso potrebbe diventare il primo consulente dell’importatore.
L’Importatore che dovrà obbligatoriamente attenersi ai requisiti della nuova normativa USA, è colui che per definizione, al momento dell’ingresso in USA del prodotto alimentare, possiede il prodotto, ha acquistato il prodotto od ha espresso per iscritto la volontà di acquistarlo.

L’Importatore potrà quindi essere, una società di importatori, un broker, una “Commerciale” di una azienda Italiana con sede in USA.

L’Importatore identificato avrà la piena responsabilità dello sviluppo di una analisi dei pericoli su ciascun prodotto importato e L’errato rispetto di uno dei requisiti previsti dalla nuova normativa USA, comporterà la sospensione del “Number” dell’importatore, (Numero di registrazione FDA), ed a cascata di tutti i fornitori ad esso collegati. Cambia nettamente quindi la responsabilità dell’Importatore, sottoposto ad un duplice controllo sia dalla FDA che da i propri “Suppliers” (fornitori), i quali vorranno esser certi di affidarsi ad Importatori qualificati. Il regolamento Food Safety Modernization Act (FSMA) della FDA è entrato in vigore a partire dal 16 settembre 2017 per la maggior parte delle aziende italiane ed è stato previsto una deroga di 6
mesi per l’ottemperamento, pena la mancata possibilità di esportare alimenti e bevande negli USA oppure l’obbligo di pagare cifre onerose per la distruzione o il ritiro di alimenti e bevande non conformi alla nuova normativa USA.

La FDA ha creato l’ HARPC (Hazard Analysis and Risk-Based Preventive Controls for Human Food), introdotto dalla normativa americana Food Safety Modernization Act e prevede che le aziende alimentari di trasformazione operino mediante il rispetto di linee guida che includano:

1. Food Safety Plan, ogni stabilimento alimentare deve avere al proprio interno una persona che, grazie ad una specifica formazione e al conseguimento di un particolare diploma rilasciato da un ente riconosciuto, FSPCA , sia in grado di elaborare un piano adeguato della sicurezza alimentare .

2. Identify Hazards, piano d’identificazione di pericoli quali: additivi non approvati, residui di farmaci, tossine e pericoli radiologici;

3. Validation of Preventive Controls, validare i controlli preventivi messi in atto tramite specifici riferimenti scientifici ad essi collegati: pareri di esperti, osservazioni condotte in loco, sotto il controllo e la supervione del PCQI;

4. Record Keeping, registrazioni in grado di documentare il monitoraggio e le verifiche messe in atto sull’intero piano, che consentano di dare una pronta evidenza scritta di quanto è in essere, in caso di Ispezioni ed Audit attuate anche dalla FDA;

5. Continuous Analysis of the Food Safety Plan, aggiornamento del piano effettuato a seguito di modifiche del processo produttivo, o evoluzione del Know How scientifico. HACCP e HARPC definiscono pericoli Biologici, Chimici e Fisici, con la differenza che l’HARPC include tra i Chimici gli Allergeni, i pericoli Radiologici ed i pericoli causati Intenzionalmente.

L’HARPC si applica a tutti i prodotti trasformati, con l’esclusione di:

  • Succhi di frutta (propria normativa HACCP);
  • Bevande alcoliche (Vino, Birra e Super Alcolici, normati da propria normativa);
  • Pesce fresco (propria normativa HACCP);
  • Animali vivi, carne, pollo e uova sotto USDA.

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13 febbraio 2018by sitodesign

Il Regolamento 1169/2011 riguarda la presentazione di tutte le informazioni, relative all’alimento, che devono essere date al consumatore finale affinché possa compiere una scelta consapevole nell’acquisto e/o nel consumo.

Questo regolamento riguarda vari aspetti tra cui, la corretta elencazione degli ingredienti che compongono l’alimento, la modalità con cui evidenziare quelli che hanno proprietà allergizzanti, l’indicazione dei valori nutrizionali, le dimensioni dei caratteri in modo da rendere leggibili tutte le informazioni e molti altri.

Da Maggio 2018 entrerà in vigore un Decreto Legislativo contenente le sanzioni da applicare a chi avrà violato le indicazioni contenute nel Regolamento 1169/2011.

Alcune delle sanzioni più pesanti…

·        la violazione delle modalità di indicazione, contenuto espressione e presentazione della dichiarazione nutrizionale (da 2.000 a 16.000 euro)

·       la mancata apposizione delle indicazioni delle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze (da 5.000 a 40.000 euro)

·       la cessione al consumatore finale di un prodotto che ha superato la data di scadenza (da 5.000 a 40.000 euro)


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13 febbraio 2018by sitodesign

L’11 aprile prossimo entrerà in vigore il Regolamento europeo relativo alle misure da mettere in atto per attenuare il livello di acrilammide negli alimenti; Ma che cos’è l’acrilammide?

E’ una sostanza potenzialmente cancerogena che, di norma, non è presente negli alimenti ma ve la ritroviamo quando gli alimenti ricchi di zuccheri e di alcuni tipi di proteine vengono sottoposti a cottura ad alte temperature (sopra a 120°C come la frittura, la cottura al forno o sulla griglia) ed acquistano la tipica colorazione marroncina che li rende più appetitosi (reazione di Maillard). I cibi dove l’acrilammide si forma con più facilità sono: patatine fritte e al forno, caffè, pane, pizza, biscotti, fette biscottate, etc.

Monitorare e cercare di evitare la formazione di acrilammide durante la cottura può essere fatto seguendo precisi accorgimenti che partono dalla scelta delle materie prime fino ai metodi di cottura. Gli operatori del settore alimentare che immettono sul mercato prodotti alimentari dove si può sviluppare acrilammide, devono attuare tutte le accortezze possibili al fine di ridurre i livelli di tale sostanza.

Il nuovo Regolamento europeo impone di inserire nel piano HACCP la valutazione del rischio di formazione dell’acrilammide e le attività implementate per ridurre la formazione di tale sostanza.


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30 novembre 2017by sitodesign

Da oggi entra in vigore l’obbligo dell’etichetta nutrizionale per informare i consumatori sulla composizione degli alimenti e aiutarli ad adottare decisioni consapevoli.

Da oggi è obbligatoria la tabella nutrizionale per i prodotti preconfezionati.

Il regolamento (UE) n. 1169/11 ha introdotto l’obbligo di inserire la dichiarazione nutrizionale sulla quasi totalità delle etichette alimentari, con alcune deroghe (stabilite in Allegato V).

Per «dichiarazione nutrizionale» o «etichettatura nutrizionale» s’intendono le informazioni che indicano:
a) il valore energetico;
b) la quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

Per maggiori informazioni consulta il sito del Ministero dello Sviluppo Economico

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14 novembre 2017by wedesign
Da oggi entra in vigore l’obbligo dell’etichetta nutrizionale per informare i consumatori sulla composizione degli alimenti e aiutarli ad adottare decisioni consapevoli.
Da oggi è obbligatoria la tabella nutrizionale per i prodotti preconfezionati.
Il regolamento (UE) n. 1169/11 ha introdotto l’obbligo di inserire la dichiarazione nutrizionale sulla quasi totalità delle etichette alimentari, con alcune deroghe (stabilite in Allegato V).
Per «dichiarazione nutrizionale» o «etichettatura nutrizionale» s’intendono le informazioni che indicano:
a) il valore energetico;
b) la quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

Per maggiori informazioni consulta il sito del Ministero dello Sviluppo Economico


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